LA "MIA" PAROLA DI SPERANZA DEL GIORNO

«Non è qui. E' risorto!»
Visualizzazione post con etichetta coraggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coraggio. Mostra tutti i post

giovedì 24 marzo 2011

0

Ci vuole coraggio!


"Non è facile essere deboli"
(Alessandro D'Avenia 
in "Bianca come il latte rossa come il sangue")

...ci vuole coraggio!

lunedì 27 dicembre 2010

1

Regali di Natale




Gesù che nasce vi dia la nausea di una vita egoista 
e vi conceda una vita carica di donazione, 
di preghiera, 
di silenzio e di coraggio

(don Tonino Bello)

giovedì 20 maggio 2010

0

Beati noi giovani!



Se avremo il coraggio dell'autenticità
quando falsità e compromesso sono più comodi:
la verità ci renderà liberi.

Se costruiremo la giovinezza nel rispetto della vita
e nell'attenzione dell'uomo
in un mondo malato di egoismo:
daremo testimonianza d'amore.

Se, in una società deturpata dall'odio e dalla violenza,
sapremo accogliere ed amare tutti:
saremo costruttori ed artigiani della pace;
i giovani e la pace camminano insieme.

Se sapremo rimboccarci le maniche
davanti al male, al dolore, alla disperazione:
saremo come Maria, presenza amica e discreta,
che si dona gratuitamente.

Se avremo il coraggio di dire,
in famiglia, nella scuola, tra gli amici,
che Cristo è la certezza:
saremo sale della terra.

(Comunità di Taizé)

mercoledì 7 aprile 2010

0

Coraggio!


Coraggio, gente!
La Pasqua ci dice
che la nostra storia ha un senso,
e non è un mazzo di inutili sussulti.
Che quelli che stiamo percorrendo
non sono sentieri ininterrotti.
Che la nostra esistenza personale
non è sospesa nel vuoto
né consiste in uno spettacolo senza rete.
Precipitiamo in Dio.
In lui viviamo,
ci muoviamo ed esistiamo.

Coraggio, gente!
La Pasqua vi prosciughi
i ristagni di disperazione
sedimentati nel cuore.
E, insieme al coraggio di esistere,
vi ridia la voglia di camminare.


(don Tonino Bello)

venerdì 26 febbraio 2010

2

Partire

Partire è innanzitutto uscire da sé.
Rompere quella crosta di egoismo che tanta di imprigionarci nel nostro "io".
Partire non è divorare chilometri, attraversare mari, volare a velocità supersoniche.
Partire è anzitutto aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro. Aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre, significa avere il fiato di un buon camminatore.
E' possibile viaggiare da soli. Ma un buon camminatore sa che


il grande viaggio è quello della vita ed esso esige dei compagni.

Beato chi si sente eternamente in viaggio e in ogni prossimo vede un compagno desiderato.


Un buon camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiati e stanchi.


Intuisce il momento in cui cominciano a disperare. Li prende dove li trova. Li ascolta, con intelligenza e delicatezza, soprattutto con amore, ridà coraggio e gusto per il cammino.

(Helder Camara, Camminiamo la speranza)