LA "MIA" PAROLA DI SPERANZA DEL GIORNO

«Non è qui. E' risorto!»
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lunedì 16 maggio 2011

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Signore Ti lodo e Ti ringrazio


Signore,
Ti lodo e Ti ringrazio
per il coraggio e l'animo che mi mandi
dalle mani di chi vive con me.


Per l'accettare la mia missione di vivere,
così come vivo,
che giorno dopo giorno
m'insegni col Vangelo
degli amici e compagni della Croce.


Ti lodo
con gli occhi che ancora posseggo,
che mi fanno vedere 
la piccola goccia di rugiada che sono
e che riflette il cielo e lo possiede.


Ti lodo
con il mio ascoltare e con le labbra,
con la capacità di intendere
che ancora posseggo.


Con la vita, infine,
che è l'unica responsabile
del mio sentirTi attraverso l'Amore.


L'infinito e il cielo
racchiusi nello scrigno della vita,
dentro una goccia di rugiada.


(Lino Villachà)

lunedì 13 dicembre 2010

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In ogni momento... lodare il Signore!


Mi ricordo che una volta, dopo aver camminato tutta la notte, ci addentrammo all’alba vicino ad un boschetto. Un derviscio che era nostro compagno di viaggio lanciò un grido e s’inoltrò nel deserto senza riposarsi un solo istante.


Quando fu giorno gli domandai: “Che ti è successo?”.


Rispose: “Vedevo gli usignoli che cominciavano a cinguettare sugli alberi, vedevo le pernici sui monti, le rane nell’acqua e gli animali nel bosco. Ho pensato allora che non era giusto che tutti fossero intenti a lodare il Signore e che io solo dormissi senza pensare a Lui".


(Sa’di’ – scrittore mistico persiano)

giovedì 17 giugno 2010

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..ops... un imprevisto!


Ringraziate gli imprevisti della vostra vita 
perché Dio è molto di più 
in ciò che non conosciamo, 
in ciò che ci fa paura, 
in ciò che ci spaventa, 
che in ciò che conosciamo. 
Perché quello che conosciamo lo controlliamo e lo conosciamo già. 
Se Dio deve rivelarci qualcosa è di certo sconosciuto altrimenti non sarebbe una rivelazione.
Allora quando ci succede qualcosa di strano o che non rientra nel nostro modo di pensare o di vivere, o una di quelle situazioni che non vorresti mai passare, o qualche “casino” di vita, ringraziamo Dio e accogliamolo. 
E diciamogli: 
“Non me lo sarei mai aspettato, mio Signore, ma imparerò ciò che devo imparare”
:-D

lunedì 31 maggio 2010

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I privilegi come debiti



La miseria impedisce di essere uomini.
La povertà come la concepisce il Vangelo non è per tutti quella di San Francesco d'Assisi, che abbandonò tutto.
Un direttore d'azienda può essere povero secondo il Vangelo se ha coscienza che tutti i suoi privilegi sono un debito. Non è obbligato a proporsi l'ideale di lasciare tutto, ma dif are il suo mestiere, di operare affinchè ci sia lavoro e salario per tutti. Se vive con questo pensiero egli è povero secondo il Vangelo.